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Chapecoense: l’ultimo volo, la portò in Paradiso.

Nato nel 1973, il club brasiliano di calcio Chapecoense stava vivendo la sua miglior stagione quest’anno, tanto che si era qualificato per la prima volta nella sua storia alla finale di Copa Sudamericana.
Aveva appena eliminato gli argentini del San Lorenzo in semifinale e domani notte (1 dicembre) avrebbe giocato la finale d’andata con l’Atletico Nacional, in Colombia.
L’aereo della British Aerospace 146 – volo CP2933 – però, non è mai giunto a destinazione: si è schiantato sulle montagne colombiane, nei pressi di Medellin (la città di approdo). Due ore prima aveva lanciato un SOS, ma non sono ancora chiare le cause della tragedia.
A bordo vi erano 82 persone tra equipaggio, passeggeri, giocatori, staff e dirigenti del club (incluso il presidente Alejandro Dominguez).
Sarebbero soltanto 5 i superstiti, di cui appena 3 Verdào (Helio Hermito Zampier Neto, Alan Luciano Ruschell e Jackson Ragnar Follmann).
Come il Grande Torino, oggi un’altra squadra di calcio si è spenta, ma resterà per sempre il ricordo di quei 40 giocatori scomparsi troppo presto, ad un passo dalla Storia.
Quella sarebbe stata la loro ultima trasferta stagionale, ma il loro ultimo volo li ha portati in Paradiso.

Ora le Furaçao do Oeste sono volate in alto, ma da oggi saremo tutti tifosi dell’eterna Chape. RIP

Aggiornamenti: il primo portiere della squadra Marcos Danilo Padilha sarebbe appena morto in ospedale, mentre Rafael Lima, Neném, Demerson, Marcelo Boeck, Andrei, Hyoran, Moisés, Nivaldo e Martinuccio sarebbero tutti scampati alla strage per pura coincidenza (infortunati e non convocati).

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